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La promozione delle diversità fa bene alle imprese

05 dic 2007 Nessun commento
La promozione delle diversità fa bene alle imprese

Nessuna discriminazione di genere, né di etnia in fase di selezione. Vietato fare domande alle candidate sulle prospettive di maternità e incontri periodici con i dipendenti per far emergere eventuali difficoltà di inserimento nel team di lavoro”.
E’ il credo di Donatella Treu, amministratore delegato di Wolters Kluwer Italia, divisione di una multinazionale presente in 26 paesi e specializzata nell’editoria professionale.

D: Come si garantisce in concreto la promozione delle diversità?

R: Si comincia dalla fase di selezione. Abbiamo messo al bando le domande sulla vita privata e le prospettive personali dei candidati. Si prosegue seguendo da vicino il personale: la nostra divisione risorse umane incontra periodicamente i dipendenti per ascoltarli, rilevare eventuali problemi e cercare di risolverli.

D: L’Italia resta indietro rispetto ad altri paesi occidentali per la partecipazione delle donne alla vita lavorativa. Come donna e manager, cosa ritiene si possa fare?

R: E’ una visione miope quella di guardare alla maternità come un problema per l’azienda. La soddisfazione sul piano personale, le motivazioni e il coinvolgimento con cui il collaboratore partecipa alla vita aziendale sono dei valori aggiunti importanti in termini di competitività. Nella nostra azienda le donne sono il 57% del totale.

D: Avete scelto di privilegiare le donne?

R: No, ma abbiamo attivato una serie di iniziative per favorire il bilanciamento tra vita personale e lavorativa che hanno incontrato l’interesse di molte donne. Tra le altre cose, abbiamo realizzato un asilo nido aziendale e consentiamo ai genitori di bambini fino a dieci anni di beneficiare di un orario flessibile per seguire i figli.

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