Dopo anni di corsa ininterrotta, il settore del lavoro interinale tira il fiato. In linea con l’andamento del mercato del lavoro in generale, negli ultimi mesi si è registrata una frenata nella richiesta di lavoratori in somministrazione, anche se resta forte la domanda per le figure professionali capaci di apportare innovazione o di ridurre i costi.
Un aspetto positivo, che indica come tra le aziende sia in crescita la percezione che la ripresa non potrà tardare ad arrivare, per cui occorre farsi trovare pronti per avere una struttura in grado di assicurare la ripartenza
La domanda tiene
Secondo le rilevazioni di Ebitemp (Ente bilaterale nazionale per il lavoro temporaneo), nel corso del 2008 la domanda di lavoratori interinali è cresciuta del 5,5% rispetto al 2007. Le giornate retribuite sono aumentate del 10% e il monte retribuzioni è salito del 10,3%. Si tratta di dati molto positivi se si considera il contesto economico in cui sono maturate.
La situazione si è fatta più difficile con l’inizio del nuovo anno: così a febbraio il monte salari ha registrato un calo congiunturale del 5,3%, che si è aggiunta alla contrazione del 9,1% registrata a gennaio. In termini assoluti, il numero medio mensile di interinali impiegati si è attestato a 244 mila unità, il dato peggiore dell’ultimo anno.
Complessivamente nei primi due mesi del 2009 le giornate retribuite sono state poco più di 8 milioni, contro i 9,3 milioni dello stesso periodo del 2008. Il calo, segnala Ebitemp, è dovuto soprattutto alle difficoltà dell’industria, mentre tengono i servizi.











































