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Il CSR Manager deve curare le relazioni con il territorio

06 apr 2009 Nessun commento
giorgio_liveriero

Comunicare bene le strategie di responsabilità sociale, sia al territorio, che alle risorse umane aziendali coinvolte; tenere un occhio sempre attento al budget e fare analisi periodiche per saggiare la bontà delle iniziative avviate: il Csr manager è un professionista con competenze a 360 gradi.

A Giorgio Liveriero, che all’interno di Diageo (azienda del comparto alcolici proprietaria di marchi come Guinness, Johnnie Walker, Baileys e Pampero), si occupa di gestire la comunicazione interna ed esterna e le relazioni istituzionali, abbiamo chiesto di spiegare quali passi seguire e quali soggetti coinvolgere in una campagna di responsabilità sociale.

D: Come si imposta una campagna di responsabilità sociale?

R:Occorre una preparazione molto attenta perchè iniziative di questo tipo coinvolgono una pluralità di successi e di branche aziendali.

D: Da dove si comincia?

R:Si parte con la definizione di un piano di valori che si intende comunicare, quindi si prosegue con la definizione dell’azione da mettere in campo, con uno sguardo sempre attento al budget messo a disposizione dal management.

D: Ci faccia un esempio?

R:La nostra azienda ha avviato una campagna per il consumo responsabile di alcolici orientata a trasmettere il messaggio per cui “Chi beve, non guida”. Per fare questo organizziamo occasioni di incontro con i giovani presso i principali luoghi in cui si incontrano, con momenti di educational, domande sulle abitudini di consumo e giochi.

D: Che sforzi comportano iniziative come questa?

R: Innanzitutto occorre formare la forza vendita, che incontra sul territorio i gestori, sui valori che l’azienda intende trasmettere. Quindi si passa alla ricerca di partner, che in questo caso sono l’Automobile Club d’Italia e i gestori dei locali che ospitano le nostre iniziative. Successivamente, entra in gioco l’organizzazione degli eventi.

D: Come si fa a capire se un’iniziativa ha funzionato?

R: Facciamo due tipi di verifiche: una quantitativa, sul numero di incontri organizzati e sui consumatori che vi hanno preso parte. L’altra qualitativa: con l’ausilio di una società specializzata in ricerche di mercato cerchiamo di capire che impatto ha avuto la campagna sui consumatori.

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