Innanzitutto uno spiccato spirito imprenditoriale. Quindi un’innata capacità di relazionarsi con gli altri. Infine la conoscenza degli strumenti e dei prodotti finanziari più comuni.
Sono i tre requisiti fondamentali per fare carriera nel mondo della consulenza finanziaria indipendente secondo Saverio Scelzo, alle spalle una carriera da promotore e manager nel campo della finanza e oggi presidente di Copernico Sim.
D: Consiglierebbe a un giovane che si avvicina alla laurea di intraprendere l’attività di consulente a parcella?
R: Direi proprio di sì. Le normative internazionali in via di applicazione apriranno nuovi interessanti spazi per questa professione, ma i risultati non si vedranno nel breve. Occorrerà un periodo di rodaggio prima che la professione entri a regime, per cui i laureandi o neolaureati appaiono i più adatti per cominciare a seminare.
D: Sta dicendo che non occorre farsi illusioni in merito alle prospettive di guadagno?
R: È probabile che sia così, anche se non è detto. In Italia non esiste un mercato sviluppato della consulenza indipendente, come in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. È pur vero, però, che un mercato in via di sviluppo rappresenta un’ottima occasione per i più giovani. È fondamentale essere animati da spirito imprenditoriale e non attendere che le occasioni di business arrivino da sole.
D: Ritiene indispensabile una laurea finanziaria per avviarsi alla professione?
R: Non conta tanto la specializzazione universitaria, quanto la conoscenza degli strumenti del mestiere. È indispensabile una conoscenza avanzata dei meccanismi che dominano la finanza e dei principali prodotti sul mercato. Un buon consulente deve innanzitutto saper distinguere tra slogan e contenuti, mirando al massimo della soddisfazione per il proprio cliente.
D: È fondamentale aver già lavorato nel settore?
R: Un’esperienza lavorativa, seppur breve, aiuta a capire le dinamiche e i processi del mondo aziendale, ma non è necessario che venga svolta nell’area della finanza.
D: Cosa consiglia a un giovane che si avvia ad aprire un proprio ufficio di consulenza?
R: Di essere paziente perchè, se è bravo, i risultati arriveranno. E poi di legarsi a un network già esistente per far leva sulle competenze di analisi e studio di chi già da tempo opera nel settore.
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