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Lo stile imprenditoriale prima di tutto

09 nov 2007 Nessun commento
Lo stile imprenditoriale prima di tutto

Innanzitutto uno spiccato spirito imprenditoriale. Quindi un’innata capacità di relazionarsi con gli altri. Infine la conoscenza degli strumenti e dei prodotti finanziari più comuni.

Sono i tre requisiti fondamentali per fare carriera nel mondo della consulenza finanziaria indipendente secondo Saverio Scelzo, alle spalle una carriera da promotore e manager nel campo della finanza e oggi presidente di Copernico Sim.

D: Consiglierebbe a un giovane che si avvicina alla laurea di intraprendere l’attività di consulente a parcella?

R: Direi proprio di sì. Le normative internazionali in via di applicazione apriranno nuovi interessanti spazi per questa professione, ma i risultati non si vedranno nel breve. Occorrerà un periodo di rodaggio prima che la professione entri a regime, per cui i laureandi o neolaureati appaiono i più adatti per cominciare a seminare.

D: Sta dicendo che non occorre farsi illusioni in merito alle prospettive di guadagno?

R: È probabile che sia così, anche se non è detto. In Italia non esiste un mercato sviluppato della consulenza indipendente, come in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. È pur vero, però, che un mercato in via di sviluppo rappresenta un’ottima occasione per i più giovani. È fondamentale essere animati da spirito imprenditoriale e non attendere che le occasioni di business arrivino da sole.

D: Ritiene indispensabile una laurea finanziaria per avviarsi alla professione?

R: Non conta tanto la specializzazione universitaria, quanto la conoscenza degli strumenti del mestiere. È indispensabile una conoscenza avanzata dei meccanismi che dominano la finanza e dei principali prodotti sul mercato. Un buon consulente deve innanzitutto saper distinguere tra slogan e contenuti, mirando al massimo della soddisfazione per il proprio cliente.

D: È fondamentale aver già lavorato nel settore?

R: Un’esperienza lavorativa, seppur breve, aiuta a capire le dinamiche e i processi del mondo aziendale, ma non è necessario che venga svolta nell’area della finanza.

D: Cosa consiglia a un giovane che si avvia ad aprire un proprio ufficio di consulenza?

R: Di essere paziente perchè, se è bravo, i risultati arriveranno. E poi di legarsi a un network già esistente per far leva sulle competenze di analisi e studio di chi già da tempo opera nel settore.

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