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Il consulente finanziario si mette in proprio

08 nov 2007 Nessun commento
Il consulente finanziario si mette in proprio

Consigliare i clienti sugli investimenti più profittevoli e farsi pagare dagli stessi per la consulenza prestata. In totale autonomia, senza alcun obbligo di compiacere le richieste di una banca o sim. È il sogno di molti consulenti finanziari, destinato a trasformarsi in realtà nel giro di qualche mese.
A cambiare lo scenario sarà la prossima adozione in Italia della Mifid, direttiva europea che apre le porte alla consulenza indipendente, fissando lo status della professione, fin qui rimasta ai margini del mercato per via dello strapotere dei grandi gruppi finanziari.

Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna esiste da tempo la professione di independent financial adviser, che opera alla stregua di un qualsiasi libero professionista, come un avvocato, un commercialista o un consulente. Per diventare consulente indipendente non è necessaria una laurea in materia economica, anche se la conoscenza delle tematica finanziaria è fondamentale. Il lavoro del consulente indipendente inizia con la conoscenza del cliente: quali sono le sue aspettative nel medio – lungo periodo? Quali le necessità alle quali potrà andare incontro negli anni a venire? Qual è il suo livello di propensione al rischio? Dopo aver risposto a queste domande, compito del professionista sarà costruire un portafoglio ad hoc per il cliente, in grado di puntare al migliore risultato possibile.

A differenza del promotore finanziario, il consulente indipendente non è un agente mono o pluri mandatario. Non è collegato ad alcun gruppo creditizio, per cui la sua retribuzione non è legata alla quantità di polizze sottoscritte o alle quote di fondi investite dal proprio cliente. Si tratta di un imprenditore che analizza i mercati e gli strumenti finanziari nella loro evoluzione ed è quindi in grado di consigliere chi si rivolge a loro in maniera del tutto disinteressata, mosso solo dall’interesse a massimizzare i profitti della clientela, in modo da fidelizzarla e acquisirne di nuova attraverso il passaparola.

Inoltre, il consulente finanziario indipendente non entra mai direttamente in contatto col patrimonio del proprio cliente. Quest’ultimo potrà mantenere i propri risparmi presso la banca di fiducia o presso l’intermediario che preferisce, continuando a operare come prima.
Il primo passo per aspirare a un ruolo da consulente indipendente è acquisire una buona conoscenza degli strumenti finanziari. Studiare come si muovono i mercati, le caratteristiche dei prodotti più comuni (azioni, obbligazioni, etf e fondi comuni di investimento), analizzare le caratteristiche dei produttori e distributori finanziari. Per avviare l’attività, la soluzione più agevole è aggregarsi a uno dei network già esistenti in Italia: il vantaggio è di poter contare su analisi periodiche, consigli di investimento e una rete di contatti costruita da chi lavora da tempo nel settore.

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