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A scuola di nuove professioni per l’ambiente

23 ott 2007 Nessun commento
A scuola di nuove professioni per l'ambiente

L’ambiente e i beni culturali sono tra i settori emergenti nel campo delle professioni. L’accresciuta sensibilità dei consumatori e le normative internazionali su questi temi hanno spinto alla nascita di nuove professionalità, che non trovavano adeguata corrispondenza nella formazione universitaria. Si spiega così la crescita impetuosa registrata negli ultimi tempi dei master e corsi di alta formazione che hanno come sfondo le professionalità dell’ambiente.
Alma Laboris organizza – nelle quattro sedi di Salerno, Roma, Palermo e Cagliari – un Master in Sistemi di gestione aziendale per la qualità, che si rivolge in particolare a quanti puntano a ottenere le certificazioni necessarie per operare nel campo della qualità. All’interno del programma didattico sono infatti previsti gli esami per “Valutatore interno sistemi qualità” e “Valutatore interno sistemi ambientali” (corso di 8 ore + 8 ore), indispensabili per operare come auditor in azienda. Oltre al corso per “Progettista di sistemi qualità” e quello per “Esperto nella gestione della privacy”. Il master prevede due mesi di frequenza obbligatoria in aula (80 ore totali, con la formula week-end, dalle 8.30 alle 18.30); due settimane di project work (80 ore), che servono a sviluppare in autonomia uno degli argomenti oggetto di studio; infine quattro mesi di stage (640 ore) presso gli enti e le aziende partner del corso.

A Roma l’Angq (Associazione nazionale garanzia qualità) organizza un Master in Esperti in qualità, qualità ambientale e sistemi di gestione aziendale, strutturato in due mesi di lezioni in aula (200 ore totali) e sei mesi (900 ore) di stage aziendale.Lungo lo stesso solco si muove il Master Ambiente e Qualità di Strategies Business School, che si svolge nelle sedi di Roma e Bari. Obiettivo del corso è formare professionisti del “green management”, che sappiano integrare le conoscenze tecniche in tema ambientale con un approccio manageriale ai problemi da risolvere. La stessa scuola organizza anche un Master in Qualità, ambiente e marketing, che aggiunge lezioni indirizzate alle figure aziendali chiamate a promuovere l’impegno per l’eco-sostenibilità.

La comunicazione ambientale è uno degli ambiti più dibattuti negli ultimi anni: varie associazioni di settore contestano, infatti, l’approccio con cui i temi ambientali vengono affrontati dai media generalisti. Comunicazione ambientale è proprio il titolo scelto da tre master, promossi rispettivamente da Centro Studi Cts, Ied e Università di Pisa. Il primo, organizzato a Roma e in partenza a ottobre, è organizzato con un calendario semestrale, equamente diviso tra formazione in aula e stage in azienda. Rivolto a chi punta a lavorare come giornalista specializzato, addetto stampa, esperto di pubbliche relazioni, documentarista o divulgatore, il master del Cts conta su docenti di fama come Fulco Pratesi, Giuliana Sgrena, Puccio Corona e Antonio Cianciullo. Le prove di ammissione sono aperte a laureandi o laureati in tutte le facoltà, con il limite anagrafico di 32 anni. Eccezioni sono ammesse per chi già svolge la professione.

Il master dello Ied si svolge invece nella sede di Torino. Strutturato lungo un arco di sei mesi, attraverso nove moduli da tre giornate full-time (giovedì, venerdì e sabato, una o due volte al mese), il corso punta a formare comunicatori ambientali, vale a dire i professionisti incaricati di tenere relazioni tra aziende e cittadini/barra comunità o di promuovere iniziative che rientrano nel cosiddetto “marketing verde”. Il costo del master ammonta a 4.600 euro, ma sono previste borse di studio a copertura totale e parziale.

La terza opportunità è il master di primo livello (rilascia 60 crediti) in Comunicazione ambientale promosso dall’Università di Pisa. Il master dura un anno e si conclude con uno stage aziendale di 440 ore. L’Università di Pisa promuove, inoltre, un Master primo livello su Turismo e Ambiente, con l’obiettivo di formare figure manageriali in grado di valorizzare la vocazione artistica delle città italiane. Infine, sempre nell’ambito della formazione per l’ambiente, è previsto anche un corso tenuto dalla Scuola Emas Toscana in Turismo e Pubblica Amministrazione, al termine del quale viene rilasciato l’attestato di revisore e consulente ambientali Emas.
È intitolato Management dei Beni Culturali il master organizzato dal Corep e destinato a coloro che vogliono far carriera in un settore dalle potenzialità in buona parte ancora inespresse. Indirizzato a laureati in Architettura o discipline affini (in primis Archeologia, Conservazione dei beni architettonici e Ingegneria per l’ambiente e il territorio), il master punta a integrare le acquisite conoscenze in ambito universitario (da quelle storiche a quelle tecnico-costruttive, passando per le conoscenze in materia economica, progettuale e di restauro), con quelle manageriali e di gestione, necessarie per trovare lavoro nel settore. Il master si svolge da ottobre a settembre, per 800 ore complessive, suddivise in 450 ore di didattica (360 di formazione frontale e 90 di formazione a distanza) e 350 ore di stage, svolto presso aziende ed enti pubblici e privati. Le lezioni prendono il via con lo studio dell’economia e della statistica, per proseguire con approfondimento di informatica, analisi dei dati, politiche per il patrimonio, marketing dei servizi e delle attività culturali, analisi di piani, progetti e iter procedurali. Il Corep organizza anche un Master in Tecniche per la progettazione e la valutazione ambientale, che dura dodici mesi e riconosce 60 crediti formativi.

Da Torino a Roma, dove laLumsa ha messo a punto un Master in Studi Storico-Artistici e di Tutela e Valorizzazione del Patrimonio Culturale e dell’Ambiente. Giunto alla settima edizione, il master prende il via con una formazione storica (storia della filosofia, dell’arte, della critica d’arte, del teatro, della musica e del cinema), per proseguire con lezioni focalizzate sul patrimonio culturale e ambientale (sistema museale, bibliografico e archivistico, parchi e giardini storici, aree protette). Il terzo modulo è riservato alle conoscenze necessarie per assicurare tutela e valorizzazione dei beni artistici (catalogazione, prevenzione, conservazione, restauro, recupero, uso e riuso, didattica, promozione di eventi, servizi aggiuntivi), mentre il quarto riguarda gli aspetti normativi (leggi nazionali, europee e regionali, di settore come quelle urbanistica, ambientale, ecclesiastica e canonica).


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