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Contratto di lavoro Intermittente o su chiamata

17 dic 2009 Nessun commento
contrattoachiamata

Il Contratto di lavoro Intermittente o su chiamata rientra in quelle ipotesi contrattuali relative alle “Punte Stagionali di attività”, cioè a quei periodi in cui per via di cicliche fluttuazioni del mercato c’è un aumento dell’attività lavorativa che non si può sopperire con il normale organico.

E’ un contratto di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, mediante il quale un lavoratore mette a disposizione la propria professionalità, rendendosi disponibile a rispondere alla “chiamata” del datore di lavoro per lo svolgimento di prestazioni a carattere discontinuo individuate dai contratti collettivi, oppure per periodi di tempo quali i fine settimana e il periodo delle ferie estive o delle festività.

Il Contratto di lavoro a chiamata può sempre essere stipulato per prestazioni rese da giovani di età inferiore ai 25 anni e per i lavoratori di età superiore ai 45 anni, anche se pensionati, indipendentemente dal periodo di svolgimento e dal tipo di attività.

Tale tipologia introdotta in Italia dal D. Lgs. n. 276/2003, Legge Biagi, è attualmente disciplinata dagli articoli da 33 a 40, in precedenza abrogati e reintrodotti dall’art. 39 comma 11 del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, conv. nella Legge n. 133/2008, in modifica quindi della Legge 247/2007, il che ha prodotto il blocco dei predetti contratti solo dal 1 gennaio 2008 al 24 giugno 2008. Viene stipulato in forma scritta e di comune accordo datore e lavoratore possono concordare l’Indennità di disponibilità dovuta in particolare al lavoratore che si impegni a restare a disposizione della “chiamata”, e non può essere corrisposta in una misura inferiore al 20% della retribuzione mensile come stabilito dal CCNL. Il lavoratore sarà tenuto a comunicare con preavviso i motivi per cui non possa rendersi disponibile alla chiamata, pena la perdita dell’indennità per un periodo di 15 giorni, salvo diversa disposizione contrattuale.


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