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La crisi non frena la richiesta di laureati

10 mar 2009 Nessun commento
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La disoccupazione è tornata a essere un’emergenza nazionale. La crisi economica sta spingendo le imprese e la Pubblica Amministrazione a rivedere in senso restrittivo le politiche occupazionali: i contratti atipici e quelli a termine sono quelli più penalizzati; il blocco del turn over è ormai una realtà in molti settori produttivi. La conseguenza è che a pagare lo scotto più grave sono i giovani che vogliono crescere o inserirsi nel mondo del lavoro. Eppure lo scenario non è fosco dappertutto: per i ragazzi di talento, freschi di titolo di studio, non mancano le opportunità per fare carriera, soprattutto nel settore tecnico-scientifico.

Un gap di 200mila laureati
Secondo il Centro studi di Unioncamere, nel nostro paese c’è un fabbisogno di laureati come lavoratori dipendenti stimabile in 126.100 unità, di cui 88.300 nel settore privato e 37.800 nella Pubblica amministrazione (soprattutto sanità, scuola, università ed enti locali). A questi potrebbero
aggiungersi 72.700 liberi professionisti a partita Iva e nuovi imprenditori, per 198.800 laureati occupabili.

Ai quali si aggiunge un esercito di circa 72mila giovani diplomati, che le imprese faticano a reperire sul mercato, con i tornitori in testa, seguiti dai meccanici di autoveicoli e dagli assemblatori di apparecchiature meccaniche. In valori assoluti, le figure più ricercate tra i diplomati provenienti dagli istituti tecnici e professionali sono quelle di addetto alla contabilità e all’amministrazione, segretario, addetto alla gestione del magazzino e addetto alle vendite.
A guidare l’esercito dei laureati introvabili ci sono il farmacista, il progettista elettronico e l’educatore professionale. In termini numerici, le professioni in cui trovano più frequentemente sbocco i laureati (con laurea specialistica o triennale) sono l’infermiere, l’educatore professionale, il responsabile commerciale, il progettista meccanico e l’addetto alle operazioni bancarie front-office.

In generale, c’è una forte domanda di professioni legate al mondo socio-sanitario e di persone che sappiano dare uno sprint in termini di business alle aziende, per reagire alla fase di crisi. Fin qui le graduatorie in termini numerici. La classifica per difficoltà di reperimento sul mercato da parte delle aziende vede, invece, al primo posto l’assistente tecnico ai clienti, una figura che sta diventando centrale nelle aziende di servizi, che si trovano a fare i conti con utenti sempre più esigenti. Completano il podio il fisioterapista e l’infermiere. Non stupisce, quindi, registrare su questi profili una crescente domanda di professionisti provenienti dall’estero.

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