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Cresce la regolarità negli studi universitari

09 dic 2009 Nessun commento
studiuniversitari

Cresce il numero degli studenti che si laureano nei tempi canonici, soprattutto nei percorsi specialistici. Tra le facoltà il primato della regolarità va a Medicina, mentre a livello di genere le donne confermano percentuali migliori rispetto ai colleghi maschi. Sono questi i principali risultati che emergono dall’Indagine Annuale Stella, che racchiude gli Atenei che non partecipano al consorzio Almalurea (in sostanza, quelli lombardi, oltre a Palermo e Pisa).

Crescono i laureati nuovo ordinamento
Come era facile prevedere, la stagione dei laureati vecchio ordinamento si sta esaurendo. Nel 2008 sono stati appena il 20,6% del totale (-34% rispetto all’indagine condotta dallo stesso ente nel 2007), contro 55,5% dei triennalisti, il 19,5% di coloro che hanno completato il percorso specialistico, il 4,2% dei laureati a ciclo unico e lo 0,2% che ha conseguito un diploma universitario (categoria ormai residuale dopo la riforma della formazione universitaria). La metà dei laureati Stella proviene da Ingegneria (da sola ha fatto il 15% del totale), Economico-Statistico (14%), Medicina e Politico-Sociale. Numeri che si spiegano soprattutto per il peso ricoperto dal Politecnico di Milano all’interno del campione esaminato.

I medici spiccano nella tempistica
Il 47% dei laureati nel corso del 2008 ha conseguito il titolo nei tempi canonici, un punto percentuale in più del 2007 e cinque punti più del 2006. Segno che il 3+2, per altri versi oggetto di critiche, è riuscito quanto meno nell’intento di ridurre i fuori corso. Le donne confermano di essere più puntuali dei maschi (47% contro 43%), così come coloro che hanno conseguito la laurea specialistica in tempo spiccano nel confronto con i triennalisti (69% contro 51%).
Nella graduatoria riguardante i diversi ambiti disciplinari, il primato va ai laureati in Medicina, con il 76% di loro che si è laureato in corso. Seguono il gruppo psicologico (il 58% è arrivato puntuale alla laurea), quello economico-statistico (57%), educazione fisica (55%), chimico-farmaceutico (49%) e geo-biologico (45%). In coda si piazzano i laureati dell’area giuridica (27% di laureati nei tempi canonici), che fanno peggio del letterario e dell’agrario (entrambi attestati al 30%). Tirando le somme, l’età media in cui si raggiunge la laurea è 25,8 anni (24,6 per la triennale, 25,6 per la specialistica e 25,9 per quella a ciclo unico). Quanto al voto medio di laurea, il primato spetta a coloro che hanno seguito l’ambito letterario (106 su 110 contro una media di 102 su 110). La posizione d’onore è condivisa dai dottori in quattro areee: medica, insegnamento, geo-biologico e linguistico (tutti appaiati su una media di 104). Ancora in coda l’area giuridica (98), che finisce dietro anche a educazione fisica e ingegneria (entrambe a 99).

Meno di metà lavora durante l’università
Lo studio mette in evidenza una peculiarità tutta italiana: su 13.928 casi osservati, solo 6.217 ragazzi ha svolto un lavoro retribuito durante gli studi universitari. Di questi, 3.699 lo hanno fatto in maniera saltuaria e 2.518 in modo continuativo. Su questo fronte si sprecano le critiche degli analisti internazionali, rivolte da una parte alla scarsa propensione dei giovani a sperimentare periodi di lavoro che si riveleranno utili al momento dell’inserimento dell’azienda. Dall’altra indirizzata al modello universitario, che non prevede condizioni specifiche per gli studenti-lavoratori, scoraggiando di fatto questa opzione.
Infine l’indagine dedica un capitolo al livello di soddisfazione di quanti hanno già trovato un posto di lavoro: il risultato è sostanzialmente positivo, con 3.211 persone che si dicono molto soddisfatte e 3.702 abbastanza, su un totale di 7.648 persone.

Per saperne di più

http://stella.cilea.it


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