Cresce il numero degli studenti che si laureano nei tempi canonici, soprattutto nei percorsi specialistici. Tra le facoltà il primato della regolarità va a Medicina, mentre a livello di genere le donne confermano percentuali migliori rispetto ai colleghi maschi. Sono questi i principali risultati che emergono dall’Indagine Annuale Stella, che racchiude gli Atenei che non partecipano al consorzio Almalurea (in sostanza, quelli lombardi, oltre a Palermo e Pisa).
Crescono i laureati nuovo ordinamento
Come era facile prevedere, la stagione dei laureati vecchio ordinamento si sta esaurendo. Nel 2008 sono stati appena il 20,6% del totale (-34% rispetto all’indagine condotta dallo stesso ente nel 2007), contro 55,5% dei triennalisti, il 19,5% di coloro che hanno completato il percorso specialistico, il 4,2% dei laureati a ciclo unico e lo 0,2% che ha conseguito un diploma universitario (categoria ormai residuale dopo la riforma della formazione universitaria). La metà dei laureati Stella proviene da Ingegneria (da sola ha fatto il 15% del totale), Economico-Statistico (14%), Medicina e Politico-Sociale. Numeri che si spiegano soprattutto per il peso ricoperto dal Politecnico di Milano all’interno del campione esaminato.
I medici spiccano nella tempistica
Il 47% dei laureati nel corso del 2008 ha conseguito il titolo nei tempi canonici, un punto percentuale in più del 2007 e cinque punti più del 2006. Segno che il 3+2, per altri versi oggetto di critiche, è riuscito quanto meno nell’intento di ridurre i fuori corso. Le donne confermano di essere più puntuali dei maschi (47% contro 43%), così come coloro che hanno conseguito la laurea specialistica in tempo spiccano nel confronto con i triennalisti (69% contro 51%).
Nella graduatoria riguardante i diversi ambiti disciplinari, il primato va ai laureati in Medicina, con il 76% di loro che si è laureato in corso. Seguono il gruppo psicologico (il 58% è arrivato puntuale alla laurea), quello economico-statistico (57%), educazione fisica (55%), chimico-farmaceutico (49%) e geo-biologico (45%). In coda si piazzano i laureati dell’area giuridica (27% di laureati nei tempi canonici), che fanno peggio del letterario e dell’agrario (entrambi attestati al 30%). Tirando le somme, l’età media in cui si raggiunge la laurea è 25,8 anni (24,6 per la triennale, 25,6 per la specialistica e 25,9 per quella a ciclo unico). Quanto al voto medio di laurea, il primato spetta a coloro che hanno seguito l’ambito letterario (106 su 110 contro una media di 102 su 110). La posizione d’onore è condivisa dai dottori in quattro areee: medica, insegnamento, geo-biologico e linguistico (tutti appaiati su una media di 104). Ancora in coda l’area giuridica (98), che finisce dietro anche a educazione fisica e ingegneria (entrambe a 99).
Meno di metà lavora durante l’università
Lo studio mette in evidenza una peculiarità tutta italiana: su 13.928 casi osservati, solo 6.217 ragazzi ha svolto un lavoro retribuito durante gli studi universitari. Di questi, 3.699 lo hanno fatto in maniera saltuaria e 2.518 in modo continuativo. Su questo fronte si sprecano le critiche degli analisti internazionali, rivolte da una parte alla scarsa propensione dei giovani a sperimentare periodi di lavoro che si riveleranno utili al momento dell’inserimento dell’azienda. Dall’altra indirizzata al modello universitario, che non prevede condizioni specifiche per gli studenti-lavoratori, scoraggiando di fatto questa opzione.
Infine l’indagine dedica un capitolo al livello di soddisfazione di quanti hanno già trovato un posto di lavoro: il risultato è sostanzialmente positivo, con 3.211 persone che si dicono molto soddisfatte e 3.702 abbastanza, su un totale di 7.648 persone.
Per saperne di più
http://stella.cilea.it


































