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Soft Skills, ecco le competenze che fanno la differenza

07 dic 2009 Nessun commento
softskills

Con Soft Skills si indicano tutte quelle competenze trasversali di tipo relazionale che sono ormai da tutti riconosciute come strumenti essenziali per conseguire i propri obiettivi individuali in ambito professionale. Il termine è complementare ad Hard Skills, che indica invece le competenze tecniche.
Un approccio di valorizzazione delle competenze trasversali permette di potenziare lo spirito collaborativo, il senso di appartenenza, la flessibilità rispetto ai cambiamenti, l’attitudine creativa. La capacità di relazionarsi con l’esterno ed il desiderio di crescita professionale dei membri dell’organizzazione permette inoltre di affrontare un mercato sempre più aggressivo e mutevole con una marcia in più.
Le Soft Skills costituiscono abilità ineludibili in un mondo sempre più multiculturale e dove il lavoro di gruppo rappresenta uno strumento indispensabile per il successo.
Qualsiasi ruolo si ricopra, è necessario instaurare relazioni proficue e ciò è possibile solo se si è in grado di sintonizzarsi con le persone che ci circondano e che collaborano con noi, ci guidano, ci supportano nel lavoro di tutti i giorni o acquisiscono i risultati del nostro lavoro.

Ma cosa si intende precisamente quando si parla di Soft Skills? Si intende un’ampia sfera di capacità relazionali e comportamentali ormai ritenute indispensabili per potersi inserire con successo in ambito lavorativo.
I laureati, per diventare candidati appetibili, devono essere capaci di adattarsi all’ambiente sociale del posto di lavoro, devono saper comunicare, essere empatici, devono sapere lavorare in efficienza in ambiti professionali volutamente sempre meno strutturati, avere la capacità di gestire il proprio tempo in maniera ottimale, saper affrontare situazioni particolarmente stressanti, devono essere dotati di una forte capacità di sintesi e saper capire esattamente come la propria figura professionale si possa inserire e posizionare all’interno di uno specifico contesto lavorativo.
Come si può notare, sono tutte competenze utili in qualsiasi ambito professionale e sono quelle che, alla fine, fanno la differenza.
Se le competenze più tecniche, infatti, vengono date come scontate, le Soft Skills sono quelle più difficili da trovare e, quindi, le più apprezzate.

La comunicazione
Comunicare significa condividere dei significati, consiste quindi in uno scambio interattivo osservabile fra due o più partecipanti, dotato di intenzionalità reciproca e di un certo livello di consapevolezza. La comunicazione è un fatto sociale e partecipativo in quanto prevede la condivisione dei significati e dei sistemi di segnalazione e l’accordo sulle regole sottese ad ogni scambio comunicativo. Questa relazione si basa su processi più o meno lunghi di negoziazione e patteggiamento fra i soggetti coinvolti ed ha una matrice culturale ed una natura convenzionale.
Il segnale della sua buona riuscita risiede nel feedback , ovvero nella qualità della retroazione che scaturisce nel destinatario del messaggio una volta ricevuto e decodificato nel senso voluto dal mittente.
La comunicazione ha quindi, natura bidirezionale in quanto comporta in ogni caso una interazione fra soggetti e presuppone un certo grado di cooperazione tra di essi. In questo senso anche la mancata risposta del destinatario è un segnale. Nel caso invece di un soggetto che si rivolge a molti senza la necessità di ascoltare i loro eventuali feedback, siamo invece semplicemente in presenza di una trasmissione di segni o di informazioni.
La comunicazione non “funziona” quando si manifesta semplicemente con un passaggio di informazioni dal mittente al ricevente: spesso infatti il significato che il mittente intendeva dare non arriva al destinatario o quest’ultimo capisce un qualcosa di diverso.
Molto importante è sottolineare che – anche in mancanza di una comunicazione verbale esplicita – trasmettiamo sempre qualcosa attraverso la comunicazione non verbale e corporea. L’uomo, per sua stessa natura, non può non comunicare. Proprio per questo è necessario avere la consapevolezza di come ci poniamo a livello non verbale e, in ogni caso, a livello non intenzionale, perché emettiamo sempre dei messaggi che vengono decodificati da altri soggetti presenti nel contesto.

L’empatia
Oltre alla capacità di comunicare, un’altra importantissima Soft Skill è l’empatia che consiste nell’attitudine ad offrire la propria attenzione nei riguardi di un’altra persona mettendo da parte le preoccupazioni ed i pensieri personali. La qualità della relazione si basa sull’ascolto non valutativo e si concentra sulla comprensione dei sentimenti e bisogni fondamentali dell’altro.
Nel linguaggio comune significa più che altro capacità di compartecipazione, saper condividere gli stati d’animo degli altri ed in particolare le loro sofferenze; da qui derivano capacità di aiutare, sostenere e comprendere.
Indubbiamente il significato è molto ampio, tuttavia si lega sempre al saper “sentire” stati d’animo sia negativi che positivi ed al saper alleviare la sofferenza.
L’empatia è quindi il risultato di un equilibrio estremamente complesso tra la capacità di discriminare e riconoscere gli affetti ed i sentimenti dell’altro come diversi dai propri e quella di accoglierli e farli propri.

Per saperne di più

Ripensare le competenze trasversali
Autore: Bernard Rey
Casa Editrice: Franco Angeli
ISBN: 97-888-464-4932-0
Prezzo: 17,00 €

Competenze trasversali e comportamento organizzativo
Le abilità di base per il lavoro che cambia
Autore: Isfol
Casa Editrice: Franco Angeli
ISBN: 97-888-204-8086-8
Prezzo: 28,50 €


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