Sono la chiave dell’innovazione aziendale, i professionisti chiamati a progettare nuove soluzioni per tenere il passo della concorrenza. Gli ingegneri elettronici e informatici sono tra i profili più ricercati anche in questa fase difficile per il mercato del lavoro. Di loro abbiamo parlato con Fabio Giani, responsabile della divisione Digital Knowledge & Education di CEFRIEL-Politecnico di Milano, consorzio composto dalle principali università lombarde e dalle maggiori aziende del settore Ict.
D: Quali sono gli sbocchi emergenti per i laureati in ingegneria?
R: Il laureato in ingegneria è uno dei profili più ricercati dalle aziende in quanto capace di operare con assoluta flessibilità. La laurea in ingegneria informatica o elettronica è evergreen e consente al laureato di contribuire all’innovazione tecnologica e di cogliere le opportunità offerte dal rapido sviluppo della società dell’informazione. Il laureato in ingegneria energetica o elettrica si offre al mercato del lavoro in un settore strategico in quanto indirizza uno dei temi principali del nostro secolo. Inoltre, uno dei profili che oggi offre interessanti opportunità a livello internazionale è quello dell’Innovazione e Design.
D: Quali competenze occorre avere per svolgere le professioni di cui sopra?
R: La laurea in ingegneria conferisce allo studente la forma mentis progettuale e la sensibilità tecnologica per affrontare problemi complessi. Le competenze sviluppate nel corso di laurea in ingegneria informatica e elettronica sono relative al mondo della tecnologia dell’informazione e in particolare al mondo dell’automatica, dell’elettronica e delle telecomunicazioni. Il laureato in ingegneria energetica ha competenze specifiche in ambito automazione industriale ed energetica che rappresentano la sfida dei prossimi anni.
D: In sede di colloquio di lavoro, quali sono le qualità personali più apprezzate dai selezionatori?
R:In questo caso non vi sono grandi differenze tra i diversi rami dell’ingegneria. Per tutti, flessibilità, sviluppo del maggior numero di esperienze sia di progetto che di relazione a livello internazionale, forte autonomia e indipendenza. Inoltre, non bisogna trascurare la formazione continua. Gli scenari industriali ed economici sono in continua evoluzione. Anche se un laureato in ingegneria è indubbiamente preparato per il suo ingresso nel mondo del lavoro, è necessario mantenere un aggiornamento continuo per favorire la propria crescita professionale.
D: Si sente di consigliare ai neo-ingegneri un settore per avviare la propria carriera?
R: Fare una prima esperienza in una società di consulenza offre al neo assunto una crescita professionale di spessore. L’ambiente è stressante ma le molteplici attività e la varietà delle problematiche da affrontare e risolvere quotidianamente ampliano le competenze e forgiano il manager del futuro.










































