L’evoluzione del mercato sta portando in primo piano figure sconosciute fino a pochi anni fa. È il caso di tutte le professioni legate ai temi dell’energia e dei rifiuti. A cominciare dal waste manager, un tecnico con competenze in materia di ingegneria ambientale e conoscenze della normativa di settore. Ma anche uno stratega capace di organizzare le attività di smaltimento dei rifiuti in modo da ottimizzare l’esborso economico dell’azienda per cui lavora. Un professionista che può trovare lavoro sia nelle aziende specializzate in questo business, sia presso le grandi aziende in generale, che hanno la necessità di ottimizzare il proprio processo di gestione degli scarti.
In forte crescita è anche la domanda di energy manager, professionista capace di combinare competenze tecniche in materia di energia e bilancio, con una visione strategica nel settore della progettazione. Una figura molto richiesta dalle aziende che hanno assoluto bisogno di ottimizzare i costi energetici per fare fronte al difficile contesto attuale. Non solo: le normative più recenti hanno indicato alcune categorie di aziende obbligate ad assumere un manager dell’energia: oltre all’industria, l’esperto deve essere presente in ogni impresa o ente che consuma energia equivalente a mille tonnellate di petrolio all’anno (ad esempio hotel e grandi centri commerciali). L’energy manager è chiamato a gestire tutto il processo dell’acquisizione e della gestione dei prodotti energetici. Quindi, dall’acquisto dei beni secondo modalità e tempistiche che riducano al minimo i costi per l’azienda, alla reportistica e programmazione.
Gestire la mobilità per migliorare il lavoro
La gestione della mobilità è uno dei problemi più sentiti da aziende e pubbliche amministrazioni. Uno scenario che ha fatto impennare la domanda di mobility manager. I Comuni di medie e grandi dimensioni stanno bandendo molti concorsi per cercare professionisti capaci di studiare i comportamenti degli utenti e la domanda di trasporto a livello di comunità, per poi definire piani di riduzione del traffico. Per svolgere la professione di manager della mobilità è fondamentale essere costantemente aggiornati sull’evoluzione dei processi urbanistici delle città, confrontando le decisioni politiche adottate a livello locale e nazionale, con le sperimentazioni internazionali. Al tempo stesso, il professionista in questo non deve limitarsi a copiare quanto attuato altrove: ogni città o azienda ha esigenze specifiche che non possono essere replicate. Per questo le competenze tecniche e le competenze scientifiche devono essere accompagnate da capacità di progettazione e doti innate di organizzazione di persone e spazi.
I mobility manager impiegati in azienda hanno obiettivi simili: il loro compito è ridurre al minimo le difficoltà negli spostamenti dei dipendenti, creando le condizioni – dall’auto condivisa agli accordi con le realtà del servizio pubblico – per ridurre al minimo i disagi. Interventi utili anche all’azienda perché consentono di incrementare i livelli di produttività.











































