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Acquisti e logistica: le retribuzioni non decollano

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All’interno del ciclo produttivo, la logistica è l’insieme delle fasi di pianificazione e controllo (progettazione della produzione), di gestione degli approvvigionamenti anche attraverso sistemi informativi e informatici, di gestione dei flussi di materiali. Riguarda inoltre gli aspetti di management relativi alle merci in arrivo, ai materiali e alle scorte, alla gestione dei prodotti finiti e del loro confezionamento, alla movimentazione vera e propria delle merci all’interno fra i vari reparti e allo smistamento e il trasporto delle merci, attraverso l’area commerciale, verso i clienti.

Nel corso degli ultimi anni si è sviluppata, inoltre, la tendenza ad esternalizzare la logistica verso imprese specializzate che offrono servizi sempre più integrati e personalizzati, dalla raccolta degli ordini, al confezionamento, trasporto e consegna dei prodotti ai clienti, allo stoccaggio delle merci in magazzini esterni all’azienda, alla movimentazione merci fra reparti e unità dell’azienda. All’interno di numerose aziende, poi, sempre meno la gestione delle merci avviene a livello fisico, e l’approvvigionamento tende ad essere sempre più un fatto primariamente di pianificazione del processo logistico dell’azienda, volto a ridurre al minimo la movimentazione e la gestione dei materiali e dei prodotti, grazie all’utilizzo di sistemi informativi e informatici.
Dunque, un’area aziendale molto interessante e complicata, che per quanto riguarda le retribuzioni, però, stenta a decollare. Nell’ottavo rapporto sulle retribuzioni in Italia dell’Od&M, infatti, gli impiegati dell’ area Acquisti e Logistica, lottano nella zona calda della classifica: con il – 1,6% rispetto alla media generale, l’area Acquisti e Logistica, supera soltanto il fanalino di coda Amministrazione, Finanza e Controllo.

Per quanto riguarda i laureati under 30, la situazione varia a seconda dell’ esperienza maturata. n laureato con uno – due anni due esperienza, nel 2006, si è portato a casa una RTA (retribuzione totale annua) di 23.500 euro. Somma non del tutto irrisoria rispetto ad altre aree, ma che si caratterizza positivamente soprattutto per il suo trend di crescita: 5,3% dal 2001 al 2006 e 5,3% dal 2005 al 2006.
Per i laureati con tre-cinque anni di esperienza, inoltre, il 2006 con i suoi €26.555, si è rivelato più che positivo.
Il maggior incremento annuale, infatti, è stato proprio per gli Acquisti e logistica (più 23%), a seguito di un forte trend negativo dal 2001 al 2005 (-15,8%).

L’andamento descritto, può essere interpretato alla luce di molte filosofie aziendali, per le quali, esser giovani è sinonimo di “ammortizzatore economico” aziendale: non contano i saperi e la capacità di portare innovazione ma, per abbassare i costi d’impresa, s’insiste proprio sulle fasce più deboli in termini d’esperienza contrattuale. Situazione confermata anche dalla variazione di retribuzione rispetto all’età: il 39%, infatti, divide i giovanissimi (dai 24 ai 30 anni), dagli impiegati vicini alla pensione (60 anni e più).

La situazione generale, invece, si caratterizza per le sue solite quanto ampie differenze: a livello territoriale 13,7 punti percentuali dividono il sud dal nord ovest e, neanche al centro (sotto la media di quasi 5 punti percentuali) le cose vanno meglio; le dimensioni migliori in cui lavorare, ancora una volta sono la media e la grande impresa, mentre la piccola realtà è perennemente sotto la media (-6,2%). Il gender gap, poi, si ripresenta con 6 punti di differenza tra uomini (€26.385) e donne (€24.760), che piombano sotto la media generale di circa 5 punti percentuali. Per quanto riguarda i settori, ad eccezione della pecora nera “Sanità” (con quasi 20 punti percentuali sotto la media), quasi tutti raggiungono il punto medio, lo superano o si discostano lievemente.

Nei vari comparti, invece, si guadagna bene se ci si occupa di elettromeccanica o della fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici, dove tra l’altro si fa sempre più necessario il nuovo approccio del “supply chain management” come catena integrata di fornitori, produttori, distributori, punti di stoccaggio, punti vendita. Si guadagna un po’ meno, invece, se ci si occupa di commercio all’ ingrosso(-4% rispetto alla media generale) e di trasporti (-4,2% rispetto alla media generale). In questo caso, però, c’è probabilmente una differenza tra impiegati laureati e non. Se in comparti come l’elettromeccanica e in settori come la grande industria il lavoro di logistica è svolto soprattutto da laureati, in altri si tratta di lavoratori diplomati.

Un andamento generale, quindi, per molti versi simile all’andamento generale delle retribuzioni nelle varie aree aziendali, caratterizzato da settori, comparti, aree territoriali di eccellenza, dove lavorare può essere soddisfacente e, settori, comparti, aree territoriali, dove le retribuzioni lasciano a desiderare. Il tutto, condito, dal fatto che le “best practices” stentano a diffondersi uniformemente in tutto il territorio.

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