CareerNews.it   |   CareerTv.it   |   CarrieraIn.it   |   FormazioneIn.it   |   MasterIn.it

Generazione Y

10 nov 2009 Nessun commento
generazioney

Quando si parla di Generazione Y ci si riferisce a coloro che sono nati negli Anni Ottanta, dunque a giovani che stanno cominciando ad affacciarsi al mondo del lavoro. Si tratta di una generazione cresciuta nell’era dell’Information & Communication Technology, di Internet e dell’I-Pod, che vive le contraddizioni dell’inserirsi in un mercato del lavoro come quello attuale, caratterizzato da lavori flessibili e precari.
Parliamo quindi di giovani in una fascia di età che va dai 20 ai 29 anni “aggrappati alla rete”; sembra però che questo continuo afflusso di informazioni produca una pressione psicologica che impedisce un vero contatto con gli altri. I rapporti umani si trasformano in una mescolanza di reale e virtuale ma non per questo si deve pensare ad una generazione apatica o priva di emozioni quanto piuttosto a giovani che si pongono come “meri osservatori” dei fenomeni sociali stessi a cui si adattano e adeguano. Vedono il lavoro non come valore assoluto ma condizionato ai propri bisogni. Lavoro sì, a patto che si valorizzi presto e subito e che lasci loro il tempo di dedicarsi ad altri ambiti ugualmente importanti per la realizzazione personale.

La Generazione Y non insegue le raccomandazioni. I giovani dai 20 ai 29 anni infatti, solo nel 18% dei casi si rivolgono a “conoscenti” per un lavoro. È il dato più basso degli ultimi anni: fratelli maggiori e padri sceglievano la via degli “amici e parenti” in modo ben più massiccio.
È proprio la candidatura spontanea, con il 66% delle preferenze, la via prediletta dagli Y per cercare lavoro, un modo d’essere propositivi apprezzato dalle aziende. Anche se poi, sono in questo caso i giovani a lamentarsi delle imprese: abituati, nei videogiochi e su internet, ad avere feedback immediati, sono ne­gativamente colpiti dalle aziende che non rispondono nulla, neanche con una nota di ricezione, all’invio dei curricula. Sono comunque in crescita rispetto al passato anche alcuni tra i canali più classici per trovare un impiego come i servizi placement delle università, preferiti dal 28% degli interpellati e le agenzie per il lavoro, usate dal 23%.

La chiamano anche “Generazione unisex” perché si presenta come un insieme compatto e omogeneo. Uomini e donne simili nelle risposte, nei percorsi di studio, negli orientamenti. Sono state abbattute le tradizionali “differenze di genere”. Sono queste alcune delle caratteristiche distintive dei giovani italiani nati negli Anni Ottanta secondo quanto emerso da una recente ricerca realizzata dall’Area Giovani Fondazione Istud: “Generazione Y. I surfisti nella rete e il mondo del lavoro”.
La ricerca si è proposta di esplorare e identificare le peculiarità dei giovani italiani nati tra il 1980 e il 1990 (la cosiddetta Generazione Y) con particolare attenzione al tema delle aspettative nei confronti del proprio futuro, ai significati attribuiti al lavoro, alle visioni e attese nei confronti delle organizzazioni e alle esigenze in termini di orientamento e accompagnamento nella transizione dalla formazione al lavoro.


Scrivi un commento