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Registi della comunicazione tra azienda e agenzia

03 nov 2009 Nessun commento
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Aziende, agenzie di comunicazione ed Enti Pubblici. Sono diversi gli ambiti in cui può lavorare l’addetto stampa e per ciascuno di essi sono richieste particolari competenze e abilità professionali, pur con alcuni tratti comuni: l’uomo della comunicazione deve essere naturalmente portato per le relazioni interpersonali, capace di lavorare in condizioni di stress e, come si sul dire, dotato di un “fiuto” innato per la notizia.

Il ruolo dell’addetto stampa
Il compito principale dell’ufficio stampa è selezionare, filtrare e veicolare il flusso delle informazioni provenienti dall’interno dell’organizzazione verso i media e la comunità locale. L’attività dell’addetto ufficio stampa solitamente prende il via nella prima mattinata con una raccolta ragionata delle informazioni riportate sugli organi di stampa, al fine di redigere la rassegna quotidiana relativa a temi o notizie di interesse per i dirigenti dell’organizzazione per cui lavora. Quindi può proseguire con una serie di incontri con i giornalisti o il monitoraggio dei media o, ancora, la redazione di comunicati. Strumenti obbligati di lavoro dell’addetto stampa sono computer, telefono, fax, fotocopiatrice, televisore, registratore e sempre più spesso Blackberry o Smartphone. Uno strumento immancabile per ogni addetto stampa è la mailing list: da rimpolpare, revisionare e conservare con cura. Il successo della professione, infatti, è in buona parte legato alla capacità di districarsi tra le diverse situazioni, interpellando la persona giusta al momento giusto, bilanciando le pubblicazioni e le relazioni con gli esponenti dei media.

Tre ambienti di lavoro
In concreto, le mansioni da svolgere e gli strumenti da utilizzare variano in base all’ente presso cui si lavora. La figura più diffusa è l’addetto stampa aziendale: a lui spetta il compito di monitorare le pubblicazioni e le citazioni che riguardano l’azienda e organizzare eventuali “uscite” sui mezzi di informazione. Un buon addetto stampa sa anche influenzare scaletta e tempistica del lavoro giornalistico: attraverso un lavoro quotidiano di relazioni, è in grado di sapere quali sono i temi caldi del momento, quando sono in programma speciali su tematiche di interesse per la sua azienda e se vi è il rischio che vengano pubblicate notizie negative sulla stessa. In questo caso deve essere pronto a intervenire adottando l’approccio migliore per ridurre il danno.
Diverso, ma solo in parte, è il lavoro in agenzia: in questo caso non esiste una sola direzione a cui rispondere, ma vi sono diverse aziende clienti da soddisfare. Le agenzie di comunicazione e pubbliche relazioni, infatti, stipulano contratti annuali con le aziende per assicurare la massima visibilità sui media. Il lavoro in agenzia è probabilmente più dinamico, ma anche più esigente, in quanto occorre assecondare i “desiderata” di persone e aziende con sensibilità differenti.
Infine c’è l’addetto stampa al servizio del pubblico. Una professione alla quale si accede per concorso e che vede il professionista al servizio non del sindaco o del Presidente della Regione, ma dell’intera Istituzione.

La formazione

I corsi per acquisire la professionalità necessaria a operare nel settore si sprecano. Ad esempio, l’Accademia di Comunicazione organizza percorsi formativi che spaziano dalla comunicazione sanitaria (Healt Care communication) all’International marketing & communication, fino alle Politiche di immagine del made in Italy settore moda. Stesso discorso anche per Ateneo Impresa, che propone tra gli altri master in Marketing e comunicazione degli eventi e in Marketing e comunicazione Web e nuovi media.

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