CareerNews.it   |   CareerTv.it   |   CarrieraIn.it   |   FormazioneIn.it   |   MasterIn.it

Retribuzioni nelle hr: trend positivo per il gentil sesso

01 set 2007 Nessun commento
Retribuzioni-nelle-hr-trend-positivo-per-il-gentil-sesso

Risorse umane è un termine usato nel linguaggio manageriale e dell’economia aziendale per designare il personale che lavora in un’azienda e, in particolar modo, il personale dipendente.
Con questa espressione si vuole evidenziare l’aspetto di valore o capitale insito nel personale, nella sua professionalità e nelle sue competenze e, quindi, il fatto che le spese per lo sviluppo di tali risorse devono essere considerate investimenti. L’espressione è oggi utilizzata anche per designare la funzione aziendale che si occupa principalmente della pianificazione, del reclutamento, della selezione, dell’inserimento in azienda, della formazione, della valutazione, della politica retributiva, della carriera e della mobilità del personale – ossia dei vari aspetti di un particolare sistema operativo aziendale, il sistema di gestione e sviluppo delle risorse umane – nonché delle relazioni sindacali e dei rapporti con il personale.

Si tratta di una funzione, di solito unita o quantomeno strettamente integrata con la funzione organizzazione, che va assumendo un’importanza sempre maggiore nelle aziende, evolvendo dal tradizionale ruolo prevalentemente amministrativo ad uno più marcatamente strategico, vista la centralità che i moderni modelli di management attribuiscono alle risorse umane e al loro sviluppo per il conseguimento degli obiettivi aziendali. In quest’ottica, un rilievo sempre maggiore è assunto dai sistemi di valutazione del personale e dalla formazione. Dunque, vediamo qual’è la situazione retributiva degli impiegati di quest’area funzionale.

Stando all’ottavo rapporto sulle retribuzioni in Italia dell’Od&M, nonostante i livelli di inflazione in questo periodo siano stabili, questa appare tutt’altro che positiva. L’analisi generale, infatti, ci mostra come gli impiegati di questo settore a stento pareggiano la media generale degli impiegati. Per l’ area territoriale, invece, continua il leitmotiv che ci accompagna ormai da tempo: nel sud della penisola, un impiegato dell’ area Risorse umane guadagna poco più di una tuta blu e si colloca oltre otto punti sotto la media del settore.

Nella parte alta dello stivale, invece, c’ è una leggerissima inversione di tendenza rispetto ad altre aree, ossia il vantaggio del nord-est sul nord-ovest. Per quanto riguarda i vari settori, oltre otto punti sopra la media c’ è “Credito e Assicurazioni”, bene anche “Industria”, che sta investendo molto in quest’ area ed “Edilizia”, rispettivamente con +5% e +6% rispetto alla media. Sprofonda, invece, il settore “Sanità” che si caratterizza per essere la “worst practice” (risultato peggiore) dell’ Italia. Per i comparti, il risultato non cambia. A fare la parte del leone, infatti, oltre a “Banche e società finanziarie”, troviamo il comparto “edilizia” ed “elettromeccanica”. Anche per quanto riguarda le dimensioni aziendali, la situazione è quella abituale: lieve scostamento tra grande e media azienda e abisso tra piccola e grande azienda.

La differenza di genere, invece, può essere considerata abbastanza accettabile. Solo il 3,3% divide il “gentil sesso” dagli uomini. Non si discosta dalle precedenti analisi neanche il discorso sull’ età: 48,6 punti percentuali separano infatti in quest’area il professionista “esperto” dal “giovane”. Doveroso è invece ribadire la necessità di nuovi skills e di rinnovate culture organizzative, soprattutto nell’ area che deve valutare, scegliere e gestire coloro che possono far fare un salto di qualità alle aziende e di conseguenza al sistema Italia.

Ma, visto il trattamento riservato ai laureati under 30 in quest’ area funzionale, le intenzioni non sembrano queste. Infatti, per quanto riguarda i laureati con uno o due anni di anzianità, “Risorse umane” è l’ area dove le retribuzioni sono cresciute di meno. Dopo cinque anni di costante trend negativo, però nel 2006 si è registrata una leggera ripresa. Ancor peggio per i laureati con tre o cinque anni di anzianità, che dal 2001 al 2006 hanno visto diminuire la propria retribuzione totale lorda del 3,8% e che addirittura, dal 2001 al 2005, aveva perso il 7,7%. Per un laureato under 30 con tre o cinque anni di anzianità, i 25.957 euro di rtl del 2006, non ci sembrano un risultato positivo, soprattutto se rapportati ai 31.935 che si porta a casa un impiegato di età compresa tra i 51 e i 60 anni, anche se bisogna considerare che nei decenni passati, in cui la situazione generale dal punto di vista economico era migliore, chi era già professionalmente attivo si è potuto assicurare una buona retribuzione e ne gode quindi a tutto oggi ancora i vantaggi. La situazione, dunque, vista così, appare catastrofica.

Ma i numeri, in fondo, non sono avari di speranze se consideriamo che il mercato del lavoro ha ripreso la marcia sul finire del 2006 e questa dinamica inizierà a essere registrata nelle prossime analisi. La laurea, allora, si conferma un investimento vincente sul proprio futuro.


Scrivi un commento