Oggi il rapporto tra il prestatore di lavoro e l’Ente pubblico va considerato a tutti gli effetti di natura privata. Tuttavia la modalità più usuale per entrare a far parte degli organici dello Stato, della Regione, del Comune è ancora quella del concorso pubblico. Chi riesce vincente nel concorso stipula successivamente, con un atto separato, un contratto di lavoro di natura privata.
I concorsi
I concorsi si distinguono in concorsi per titoli, per esami, e per titoli e per esami a seconda che i criteri di valutazione si ispirino (e la graduatoria sia redatta) soltanto in base alle pregresse attività e posizioni, ai meriti che il candidato abbia acquisito nel passato, o invece secondo il risultato di prove che possono essere di diversa natura, o infine che si tenga conto tanto dell’uno quanto dell’altra categoria di motivazioni.
Nel concorso per titoli i diversi valori di valutazione vengono fatti corrispondere generalmente a punteggi, la somma dei quali rappresenta il criterio di premiazione. Il concorso per esami può prevedere prove di cultura generale, prove di contenuto attinente al “posto” che si aspira a ricoprire, può consistere in uno o più temi, una o più domande, oppure a formulari con scelta di una fra più risposte predeterminate (c.d. “a scelta multipla”). I criteri che informano la preferenza per l’una o per l’altra forma di gara sono a discrezionalità della amministrazione che indice il concorso. Più volte, nei concorsi per esami, si prevede una prova scritta alla quale è data la finalità di eseguire una prima selezione, cui segue successivamente una prova orale cui parteciperanno soltanto i candidati che hanno superato lo scritto: dalla somma dei risultati di esame scritto e orale deriverà la condizione di primus rispetto agli altri partecipanti.
Non c’è dubbio che il concorso rappresenti sempre per il candidato un momento di acuta emotività: così come nel colloquio che si svolge nelle aziende private, si possono qui decidere in un ristretto spazio di tempo, i destini della propria vita. Eppure è consigliabile non fermarsi al primo concorso non andato a profitto: così come per il colloquio, l’abitudine allo stress che si acquisisce mediante diverse partecipazioni e soprattutto lo studio preliminare che si accumula attraverso plurime prove può essere determinante per riuscire, prima o dopo, nell’intento: è consigliabile pertanto partecipare a più concorsi, anche in regioni diverse da quella della propria residenza e prepararli tutti con accurata dedizione.
Lavorare nella Pubblica Amministrazione
Le occupazioni che ci aspettano all’interno dell’Ente pubblico possono presentare i contenuti più disparati, così come sono svariati i compiti istituzionali dell’ente, tanto di natura tecnica, quanto di natura amministrativa o umanistica.
Si pensi che a ciascun Comune fanno capo le funzioni della cosiddetta Urbanistica, che riguardano la distribuzione sul territorio comunale di vie, piazze, abitazioni e pertanto a questi compiti verranno chiamati geometri, architetti ed ingegneri, oltre che studiosi del suolo e giuristi dell’urbanizzazione; ma saranno sviluppati anche quelli che sono i contenuti culturali dell’ambiente cittadino, attraverso l’organizzazione di eventi, di spettacoli e la migliore organizzazione delle strutture scolastiche: ne deriva che ci sarà bisogno anche di risorse umane cresciute nella conoscenza della cultura umanistica, letteraria, filosofica e psicologica; senza contare che il Comune stesso mai potrà agire senza tenere ben presenti le proprie possibilità economiche, i budget e i limiti di spesa, e di conseguenza annovererà, tra il proprio personale, contabili, ragionieri ed economisti; e neppure mancherà spazio per i giuristi nella gestione della disciplina del personale interno. C’è spazio, perciò, per ogni genere di laurea. Ogni funzione farà capo ad una struttura gerarchica e, ai vertici, ad una figura eletta, con compiti eminentemente politici e di supervisione che nelle regioni, nelle province, nei comuni prende il nome di Assessore. L’insieme degli assessori formerà la Giunta.
Va ricordato ancora che Pubblica Amministrazione non sono soltanto gli enti territoriali, perché anche Scuola, Sanità, Trasporti, Camere di Commercio (tenuta dei registri delle aziende) hanno natura pubblica anche se parallelamente ad esse si sviluppa generalmente una attività gestita per mano privata, che tuttavia è spesso collegata alla prima attraverso il sistema delle “autorizzazioni” e dei cosiddetti “accreditamenti” e “parificazioni”.
L’attività privata
Non è escluso che chi lavori nella P.A. ottenga dalla propria gerarchia l’autorizzazione ad occuparsi, sempre in secondaria battuta, di attività private per conto proprio, quando queste non siano in contrasto con l’attività dell’ente e non distolgano il lavoratore dalla propria funzione principale che deve sempre essere quella svolta all’interno dell’organizzazione pubblica. A queste occupazioni esterne il lavoratore potrà dedicarsi, generalmente, attraverso l’apertura di una partita IVA. La circostanza può essere facilitata dal fatto che i compiti pubblici vengono svolti generalmente nei limiti di un orario che consente di coltivare ulteriori limitate mansioni. In nessun caso sarà invece possibile cumulare la condizione di dipendente pubblico a quella di dipendente privato.
Per saperne di più
www.gazzettaufficiale.it – [sezione “Concorsi”]
www.concorsipubblici.com








































