L’annuale classifica stilata dal Financial Times ha decretato che il miglior master in management al mondo è il Master in International Management (MIM) del CEMS, network fondato da quattro Atenei, tra cui la Bocconi, e che oggi conta tra i suoi associati 28 scuole di 17 nazioni diverse sparse in quattro continenti e 50 multinazionali partner.
Il Financial Times ha esaminato i corsi post-laurea organizzati da tutti gli atenei del mondo, con esclusione degli Stati Uniti, prendendo in considerazione 16 parametri compilati in parte dagli ex-studenti e per il resto dalle scuole organizzatrici dei corsi. Tra i parametri presi in considerazione vi sono lo stipendio percepito, le possibilità di carriera, il grado di apertura internazionale, l’incidenza di donne tra gli allievi, le partnership con multinazionali del territorio, il giudizio espresso dai partecipanti sulla qualità dell’insegnamento ricevuto.
Il risultato è ancora più rilevante se si tiene in considerazione il fatto che il MIM era giunto terzo nella classifica dello scorso anno, e che quest’anno è stato premiato soprattutto per la rapidità di inserimento lavorativo degli ex-allievi, il 95% dei quali lavora a tre mesi dalla fine del corso di studi.
Il master prevede una serie di corsi specialistici (da corporate strategy a management delle imprese di moda, da strategic design a international business management) ed è caratterizzato da una selezione molto dura: l’accesso è consentito solo a chi ha conseguito una laurea di primo livello presso uno degli atenei aderenti al network con un voto non inferiore a 105/110 e che conosca tre lingue in maniera professionale. I concorrenti devono inoltre dimostrare, durante il colloquio, di avere un alto potenziale di crescita.










































